Parmense 2013

Data: 5 Ottobre 2013
A cura di: Graziella Colmuto Zanella, con la partecipazione di Luciano Roncai.

Informazioni generali:

PROGRAMMA

Ore 7,30: Partenza in pullman da Bergamo, piazza della Malpensata
Ore 8,15: Partenza Milano, via Palestro – angolo via Marina
Ore 10,00:  arrivo al castello di Torrechiara , in comune di LANGHIRANO.

Il castello sorge in cima ad una collina dominante il corso del torrente Parma, in magnifica posizione isolata, integrato da un borgo fortificato sottostante. Venne edificato nelle attuali forme su un precedente fortilizio dal 1448 al 1460, per volere del signore locale Pier Maria Rossi, al soldo dei signori di Milano. L’edificio è l’esempio di un estremo tentativo di conciliare le esigenze militari con quelle residenziali. Del regolare impianto rettangolare, munito di tre cinte di mura, quattro torri angolari, camminamenti di ronda e caditoie, sono state distrutte solo le parti sommatali delle mura; aggiunta successiva sono le due logge del lato orientale. Dall’attuale ingresso si accede al cortile quadrilatero in parte porticato, in parte finestrato con cornici in cotto di gusto lombardo. Particolarmente suggestive al primo piano del loggiato il Salone degli Acrobati, con un ciclo affrescato attribuito a Cesare Baglione (1525-1590) e la Camera d’oro, attribuita a Benedetto Bembo (1462), che celebra l’amore tra Pier Maria e Bianca Pellegrini e la potenza del casato attraverso la raffigurazione di tutti i castelli del feudo. Notevole il ricco rivestimento delle pareti in formelle di terracotta finemente lavorate e in origine dorate.
Nelle vicinanze sorge il monastero benedettino di Santa Maria della Neve, costruito nel 1470 per volontà di Pier Maria Rossi e legato al monastero parmense di San Giovanni Evangelista.

Ore 12,30: trasferimento in pullman a FONTANELLATO e pranzo

Ore 15: ingresso alla Rocca Sanvitale.

Il paese della Bassa parmense situato a 5 km dalla via Emilia, tra il Taro e lo Stirone, prende il nome da fontana lata, zona di risorgive messe a regime dall’XII secolo dai monaci cistercensi della vicina abbazia di Fontevivo. La rocca è il cuore del borgo: circondata da un largo fossato d’acqua, indicato nel medioevo come “peschiera”; trae origine da una torre difensiva risalente al 1124 e viene ristrutturato nel XVII secolo dall’architetto ducale Smeraldo Smeraldi. L’abitato fu feudo dei Pallavicino e nel 1386 passò alla famiglia Sanvitale, che elessero la rocca a residenza del casato per sei secoli, fino al 1948. Ancora intatto è l’appartamento nobile, che conserva mobili e suppellettili.
La rocca racchiude uno dei capolavori del Manierismo italiano: il boudoir di Paola Gonzaga, dipinto da Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (1503 – 1540), dove in una cornice di cielo e pergole viene narrato il drammatico mito di Atteone e Diana. Si visita per ultima la camera ottica, nella torre circolare: ingegnoso sistema di specchi realizzato a fine Ottocento che permette di vedere riflessa l’intera piazza. Sullo sfondo, la parrocchiale di S. Croce, del XV secolo, a tre navate con pilastri polistili in cotto e capitelli in pietra. Tra le trasformazioni successive è splendido l’arredo barocco della sacrestia, realizzato su commissione di un Sanvitale.

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